Retail. Comunicare con i punti di vendita

Far parlare di sé con i negozi e non attraverso le tradizionali campagne pubblicitarie (che iniziano a stancare un po’ e, forse, a perdere di efficacia) è la strategia di marketing utizzata da Inditex, il gruppo spagnolo a cui fanno capo le celebri insegne di fast fashion come Zara, Pull & Bear, Massimo Dutti, Bershka, Stradivarius, Oysho, Zara Home e Uterqüe, che punta al coinvolgimento diretto dei propri clienti.

Sono tre le iniziative di questi giorni che hanno visto protagoniste le insegne Stradivarius, Oysho e Pull & Bear. A Madrid, il 6 aprile scorso, Stradivarius ha organizzato un grande evento per “festeggiare” la fine della collaborazione con l’attrice Elsa Pataky e l’occasione è stata sfruttata per la realizzazione di un calendario i cui proventi sono destinati all’Associazione Spagnola contro il cancro al seno.

L’idea di Oysho invece si rivolge al pianeta e vede l’unione con il Wwf per salvare delfini e tartarughe del Mediterraneo attraverso i ricavi della vendita della compilation “Oysho summer playlist”, disponibile nelle sue 350 vetrine.

Per ultimo Pull & Bear, marchio giovane del gruppo spagnolo, con 580 negozi in 40 Paesi ha ideato (il via è stato dato lo scorso 30 marzo e avrà termine il prossimo 30 maggio) The Pull & Bear World Project. Si tratta di un concorso rivolto  a giovani che abbiano idee in grado di apportare qualcosa di nuovo riguardo musica, cinema, fotografia, ambiente, sport, arte o impegno sociale.

Ogni concorrente dovrà pubblicare un video di presentazione su www.pullandbear.com: tre saranno i vincitori scelti dalla giuria composta da Lizzy Jagger (top model figlia del leader dei Rolling Stones), Steve Aokim (dj di culto a Los Angeles), Mala Rodrìguez (massima esponente dell’hip hop in Spagna) e Brando De Sica (terza generazione della celebre famiglia di registi italiani) e potranno realizzare le loro proposte facendo partecipare gli internauti attraverso i social network. Un team registrerà il processo, per realizzare un documentario da distribuire in tutto il mondo.

Le pregevoli iniziative di Inditex mi hanno fatto ricordare uno studio effettuato da Deloitte nel 2007 (ho ritrovato l’appunto che avevo conservato) che evidenziava come negli Stati Uniti i budget di marketing dedicati alle attività sul punto vendita erano duplicati dal 3% del 2004 al 6% del 2007, e ci si aspetta che raggiunga una quota dell’8% entro il 2010… e da noi cosa succede?

Non ho dati a supporto, ma ho la sensazione che i retailer di casa nostra (tranne alcuni) utilizzano ancora poco il pdv come mezzo per comunicare preferendo l’out-store marketing all’in-store marketing. In fondo, (penseranno!) ideare una campagna tradizionale è ”più semplice”! E voi cosa ne pensate?

Tags: , , , , , , , , , , ,

3 Responses to “Retail. Comunicare con i punti di vendita”

  1. lobna morichetti Says:

    salve,vorrei aprire un franchising di stradivarius in italia..cosa devo fare?

  2. Lauteri Giuseppe Says:

    Buon giorno, vorrei aprire un negozio stradivarius in Civitavecchia e ladispoli (rm) avendo due negozi al centro storico , negozi ex Benetton. Di 250 e 400 mq. In attesa di un vostro contatto invio miei migliori saluti. Giuseppe Lauteri.

  3. PAtricia Vitali Says:

    Salve sarei interessata all’aperura di un franchising di Stradivarius, Pull And Bear zona Pescara centro in Abruzzo, gradirei avere informazioni dettagliate.Grazie.

Leave a Reply