Addio Standa

standamilano via torino1931

Dopo 79 anni tutti i magazzini Standa, entro marzo, si chiameranno Billa. E’ questa la decisione presa dal gruppo tedesco Rewe, dal 2001 proprietario della storica catena italiana. Secondo Rewe il marchio Standa non funziona più e pertanto va messo da parte: il convincimento di questa soluzione sta anche nelle conversioni testate nei punti vendita del Nordest che hanno dimostrato la preferenza dei clienti verso il nome estero.

Con l’insegna Standa se ne va via un pezzo di storia del nostro retail che in questo caso ebbe inizio nel 1931 con un capitale iniziale di 50mila lire dei fratelli Monzino. All’epoca il nome era Magazzini Standard e solo nel ’38 cambiò in Standa (acronimo di Società tutti articoli nazionali dell’abbigliamento) quando Mussolini impose di italianizzare le scritte straniere.

E poi la storia – abbastanza travagliata – ebbe un’ulteriore svolta nel ’66 quando ci fu il passaggio del gruppo alla Montedison che pochi anni dopo cedette alla Fininvest. E fu proprio questo il periodo d’oro della “casa degli italiani” (slogan che segnò il rilancio della catena), quando il gruppo diede vita sia all’acquisizione dei Supermercati brianzoli, sia all’apertura dei pdv Bluckbuster in joint venture con Giochi Preziosi.

Negli anni ’90 poi i conti iniziano a segnare rosso e così il nostro attuale Premier Berlusconi decise di cedere la parte tessile a Coin e l’alimentare ai Franchini….e nel 2001, con i conti sempre in rosso, arrivano i tedeschi di Rewe.

Un percorso che giunge fino ad oggi con l’annuncio della casa madre del completo rebranding della catena. E’ vero che abbandonare un marchio, specialmente quando ha una storia così lunga e radicata, è una decisione sempre straricca di insidie, ma se come dice l’amministratore delegato Klingan, per i supermercati, Standa non va bene perché è troppo “tessile”, ci volevano nove anni per capirlo?

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